
SAINT GILLES CROIX DE VIE gli esordi
“Ricordo ancora il momento in cui a Auckland, durante il mio ultimo mondiale Nacra, Vittorio Bissaro venne da me e mi parlò di un certo Alberto Bona, navigatore offshore che stava cercando una ragazza con cui cominciare ad allenarsi in doppio in vista dei Giochi di Parigi 2024. Ricordo anche la mattina in cui, pochi mesi dopo, mi sono presentata al porto di Saint Gilles Croix de vie, il sole ancora nascosto dietro l’orizzonte, proprio per conoscere questo fantomatico Alberto. Ancora non avevo idea di come questo incontro mi avrebbe cambiato la vita, ma evidentemente qualcosa dentro di me già sapeva.
Complici l’esplosione del covid e l’università da finire, ho deciso di prendermi una piccola pausa per capire cosa volevo fare davvero nella vita. È lì che è nata la voglia di combattere anche a terra oltre che in mare, e il progetto Cecilia in Oceano è stata la naturale conseguenza di quella che era diventata una vera e propria necessità.
Un po’ alla volta ho iniziato ad allenarmi con Alberto in Figaro 3, e mi sono innamorata di questo sport che era completamente diverso dalla vela che conoscevo. E tuttavia il monotipo mi faceva sentire a casa, con le barche tutte uguali e le regate estremamente combattute, proprio come nelle classi olimpiche. Nel frattempo è nata una flotta Figaro in Mediterraneo, quindi sono tornata e ho cominciato a regatare quaggiù. Campionato dopo campionato prendevo confidenza con il mezzo e con il mare aperto, ritrovando quella scintilla che negli anni si era andata spegnendo.
Ogni vittoria mi spingeva a sognare un po’ più in grande, fino a quando il richiamo dell’oceano ha preso il sopravvento. È stato un altro incontro a darmi la spinta finale verso la Mini Transat, quello con un certo Ambrogio Beccaria, ma questa è un’altra storia.
Dopo anni intensi di Mini 650, sempre a tribolare un po’ per la differenza tra i vari modelli, oggi ho nostalgia del one design e tanta voglia di rimettermi in gioco proprio nella classe che mi ha introdotto all’offshore, quella dei Figaro 3 “


FIGARO BENETEAU 3 la barca
Il Figaro Beneteau 3 è una delle barche a vela più innovative e competitive per la navigazione in solitario. Progettato per la prestigiosa classe Figaro, è il primo monoscafo di serie dotato di foil, appendici laterali che generano portanza e migliorano le prestazioni.
Lungo circa 10,85 metri, il Figaro 3 è una barca one design: tutte le imbarcazioni sono identiche, permettendo ai velisti di confrontarsi ad armi pari.
Riconosciuto come una delle migliori piattaforme di formazione per la vela d’altura, il Figaro 3 è la barca con cui molti dei più grandi navigatori oceanici hanno costruito la propria esperienza prima di approdare alle classi IMOCA e Ocean Fifty. Ogni miglio percorso rappresenta una sfida tecnica e umana, dove precisione, velocità e capacità decisionale fanno davvero la differenza

STAGIONE 2027 l’obiettivo
Il 2027 segnerà l’ingresso di Cecilia Zorzi nel Campionato Élite di Course au Large, circuito di riferimento della vela oceanica internazionale.
Tra gli appuntamenti più significativi della stagione spiccano la Transat Paprec, storica traversata atlantica disputata in equipaggi misti, e la Solitaire du Figaro, considerata da oltre cinquant’anni una delle regate in solitario più tecniche e selettive al mondo.
La stagione 2027, tuttavia, come le precedenti non rappresenta soltanto una sfida sportiva. Il progetto è nato con l’obiettivo di combattere il gender gap, ancora molto presente nella vela d’altura. Nonostante i progressi degli ultimi anni, le donne continuano a essere sottorappresentate nelle principali campagne offshore e ad avere un accesso più limitato a opportunità sportive, tecniche ed economiche. Attraverso la partecipazione al Campionato Francese e alle regate di maggiore prestigio, Cecilia intende dimostrare che sono competenza, preparazione e determinazione a definire uno skipper, non il genere.
Ogni regata sarà quindi l’occasione per ispirare nuove generazioni di veliste e contribuire a rendere la vela oceanica un ambiente in cui il talento possa emergere senza barriere.
